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Politica | 03 aprile 2025, 14:00

Non solo pesto e focaccia, l’allarme di Silvia Salis: “La città è stata costretta al declino”

La fotografia dei dati Istat racconta una Genova con meno residenti, povertà abitativa e un futuro incerto per i giovani che per la candidata sindaca sono un segnale preoccupante per il futuro della città

Non solo pesto e focaccia, l’allarme di Silvia Salis: “La città è stata costretta al declino”

Genova non è solo pesto e focaccia, ma una città che sta andando incontro a un declino sempre più marcato.

A sostenerlo è la candidata sindaca per il centro sinistra Silvia Salis. Con un lungo post via Facebook, Salis ha tracciato un quadro preoccupante della città partendo dai dati Istat appena pubblicati.

Genova e la Liguria, per la candidata, stanno attraversando un declino imposto con una città che perde residenti, non riesce a trattenere i giovani talenti e fatica a garantire servizi essenziali ai suoi cittadini.

Salis parte da un dato inequivocabile: "15.000 residenti in meno. In 7 anni”. Un'emorragia di popolazione che, secondo la candidata, è la diretta conseguenza della "mancanza di opportunità" per i giovani e delle difficoltà che le famiglie incontrano nel "costruire un futuro qui". Il sistema, per Salis, ha smesso di essere attrattivo e di offrire le condizioni necessarie per la crescita e il benessere.

La fotografia scattata dall'Istat, come riportato anche da analisi giornalistiche, evidenzia un malessere diffuso in Liguria, con Genova che spicca in negativo su diversi indicatori. "Oggi sui quotidiani troviamo dati ISTAT che raccontano il declino a cui Genova è stata costretta. Dati che parlano di giovani che se ne vanno per mancanza di opportunità, di famiglie che faticano a costruire un futuro qui, di un sistema che ha smesso di attrarre e trattenere”.

La candidata del centrosinistra punta il dito anche sulla gestione dei servizi e sulle crescenti disuguaglianze sociali. "Poi, la TARI resta una delle più alte dItalia, a fronte di un servizio rifiuti che non soddisfa né cittadini né imprese" Un costo elevato per un servizio percepito come inadeguato, un paradosso che pesa sulle tasche di famiglie e attività commerciali. A questo si aggiunge un altro segnale allarmante: "Poi ancora, le richieste di alloggi residenziali pubblici a canone calmierato, che sono aumentate del 20%, segno che la povertà abitativa è una realtà crescente, soprattutto nelle periferie”. Un dato che, secondo Salis, testimonia una crescente fragilità sociale e la difficoltà di una parte significativa della popolazione ad accedere a un diritto fondamentale come la casa.

Il focus si sposta poi sul futuro della città e sulla sua capacità di trattenere i giovani: "E infine, un dato che dice tutto sul presente di Genova: un giovane su tre lascia la città dopo il diploma. Un esodo silenzioso che dobbiamo fermare" Una fuga di cervelli e di energie che depaupera il tessuto sociale ed economico della città, compromettendone le prospettive future. Parallelamente, Salis evidenzia le difficoltà incontrate dalla popolazione anziana: "Nel frattempo, oltre il 50% degli over 65 segnala difficoltà ad accedere ai servizi di base. Un fallimento per una città che invecchia e non si prende cura di chi ha più bisogno" Un quadro che descrive una Genova con crescenti fragilità sia tra i giovani che tra gli anziani.

Salis critica apertamente un approccio amministrativo focalizzato, a suo dire, su aspetti superficiali: "Questi sono i punti da cui partire: non le vetrine di pesto, focaccia e mortai”.

Un chiaro riferimento a una presunta enfasi su elementi folkloristici a discapito della risoluzione dei problemi strutturali della città. "Perché un Sindaco deve prima di tutto conoscere i problemi, capire le cause e costruire risposte concrete. È quello che sto facendo, e che farò giorno dopo giorno”. Con queste parole, Salis rivendica un approccio pragmatico e orientato alla soluzione dei problemi reali dei cittadini.

L'analisi Istat citata da Salis, come riportato da diverse testate, dipinge un quadro critico per la Liguria, con Genova che spesso si colloca tra le realtà più problematiche. In particolare, emergono ritardi significativi nei servizi, dall'accessibilità alla scuola alla raccolta differenziata, e un divario crescente tra ricchi e poveri proprio nel capoluogo ligure. Anche l'emigrazione ospedaliera e le difficoltà nel settore turistico sono segnali di un malessere strutturale.

I.R.

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