Le telecamere di sorveglianza della zona in cui è stato trovato il cadavere di Massimiliano Micalizzi sono al vaglio degli inquirenti. Sia per individuare i possibili movimenti dell'uomo, che è stato trovato dai droni nei boschi di Sant'Ermete a Vado Ligure, sia per ricostruire le vicende che in quelle ore hanno interessato la zona, bersagliata da un furto in una villa, dove due malviventi si sarebbero introdotti con la complicità di un terzo che faceva da "palo". Sono in corso indagini per appurare se vi siano correlazioni tra il reato e il misterioso e macabro ritrovamento, avvenuto poco distante. Gli investigatori giunti sul posto hanno anche classificato gli oggetti trovati negli indumenti del falegname cinquantenne; fra questi manca il cellulare, rintracciato invece altrove. L'uomo, infatti, non aveva con sé lo smartphone, nonostante si fosse allontanato dalla Val Varatella restando vago con i familiari sui suoi spostamenti, tanto da far scattare la macchina delle ricerche dopo la denuncia di scomparsa della moglie.
Si attendono per oggi i risultati dell'autopsia, che potrebbe chiarire le ultime ore di vita di Micalizzi. Se inizialmente si era pensato a un malore o a una caduta accidentale, ora emerge l'ipotesi l'artigiano possa essere stato spinto, o che qualcuno possa essersi reso responsabile di omissione di soccorso. È per questo motivo che la Procura di Savona ha aperto un fascicolo d'indagine per omicidio colposo. Tutte le piste investigative, senza alcuna esclusione, vengono battute dai carabinieri diretti dal tenente colonnello Paolo Belgi, ma gli ultimi aggiornamenti rafforzano l'ipotesi principale: che Micalizzi non fosse solo al momento del decesso.
Quattro giorni di ricerche frenetiche si sono chiuse in modo tragico quando un drone dei vigili del fuoco ha individuato il corpo del cinquantenne in una zona impervia tra via Bellandi e via Bosco, in una scarpata non lontana dal greto del torrente. Il Porter Piaggio dell'artigiano era parcheggiato in una piazzola dietro la scuola elementare. I residenti della zona hanno notato il veicolo posteggiato in quell'area sin da venerdì scorso. Sono molte le circostanze che sollevano interrogativi sulla dinamica degli eventi.
Originario di Borghetto Santo Spirito, Micalizzi viveva a Toirano con la moglie e due figli. Titolare di una falegnameria, aveva avuto in passato problemi con la giustizia, poi superati. Era scomparso venerdì scorso dopo aver detto alla moglie di dover sbrigare alcune commissioni presso la Motorizzazione Civile di Savona. Perché si trovava a Sant'Ermete, in una zona in cui il bosco circonda alcune villette, senza avere poi comunicato nulla di preciso ai parenti e lasciandoli preoccupati? Si è escluso sin dalle prime ore il gesto autolesionistico. Con chi si trovava l'artigiano? Ha accusato un malore oppure la morte improvvisa è stata l'esito di una caduta fatale? Se non fosse stato solo - come l'ipotesi di omicidio colposo fa intendere - chi era con lui? Qualcuno lo ha spinto e fatto cadere? Oppure qualcuno dovrà rispondere di omissione di soccorso? Interrogativi ai quali anche l'analisi dei filmati di alcune telecamere possono fornire risposte.
L'autopsia prevista per oggi sarà decisiva per stabilire le cause del decesso e diradare almeno in parte il mistero su un caso che, al momento, esclude solamente l'ipotesi del suicidio.
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