Dopo averlo ucciso, i tre imputati, David José R.P. detto “L’Adottato”, Juan Felipe A.V. e Estefanía Pino A.V. avevano dato alle fiamme il corpo di Costa all'interno della sua vettura, in località Pozo Izquierdo. Fu proprio dal rinvenimento del cadavere carbonizzato, il giorno 13, che presero il via le indagini .
Come riporta il quotidiano spagnolo La Provincia, nel processo presieduto dal giudice Arcadio Díaz Tejera, è stata resa pubblica la sentenza pronunciata da una giuria popolare: colpevoli. Il verdetto conferma che la vittima è stata attaccata “di sorpresa e a tradimento”, senza possibilità di difendersi, portando l’accusa a insistere sull’omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione
Ed è proprio sull’elemento della volontarietà e della premeditazione che si deciderà la pena. L’accusa, forte anche del verdetto della giuria popolare, sostiene infatti che il delitto sia un omicidio volontario con aggravante di premeditazione, anche se non è stato provato l’elemento della crudeltà. Proprio in virtù di quest'ultimo aspetto, la richiesta di condanna è di 20 anni e non più 25.
Per la difesa si tratta invece di omicidio “semplice” e la richiesta è di 7 anni e mezzo di carcere, oltre a un risarcimento di 180.000 euro. Le difese degli imputati si sono allineate ovviamente a questa posizione, sottolineando inoltre che gli imputati hanno ammesso i fatti, seppur tardivamente.
Nei prossimi giorni, il giudice deciderà la condanna, in un caso che ha scosso profondamente la comunità locale e la famiglia della vittima.
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