Pallacanestro Varese non ci sta. I ritardi di mesi, le promesse a mezzo stampa (e non nelle sedi appropriate) e l'ultimo, interlocutorio, comunicato di ieri arrivato dall'Australia.
È vicinissimo a rompersi il rapporto tra la Pallacanestro Varese e il gruppo imprenditoriale Pelligra. La società biancorossa starebbe per diramare un suo comunicato a esito dell'assemblea dei soci che si è tenuta questa mattina: una sorta di risposta alla lettera aussie di ieri sera.
Nella quale (leggi QUI) si informava l'ambiente varesino dell'imminente arrivo di un bonifico (da 180 mila euro) a titolo di sponsorizzazione del club, secondo quanto pattuito nel contratto firmato la scorsa tarda primavera. E poi si faceva accenno alla volontà di intraprendere il percorso di entrata nelle quote di Pallacanestro Varese: "La Pelligra Italia Holding è inoltre orgogliosa di proseguire l’impegno finalizzato al suo ingresso nel capitale e quindi nella compagine sociale e nella “governance” di Pallacanestro Varese. L’operazione sarà perfezionata entro il 31 dicembre 2023".
Cosa non torna? Uno: l'erogazione della sponsorizzazione è in ritardo di mesi (dead line fine luglio). Due: l'itinerario di entrata degli australiani in società prevedeva uno primo step fissato per la giornata di oggi, un termine - perentorio - entro il quale versare un milione di euro e vedersi corrisposto il 22,5% delle quote; il resto - un nuovo milione e un altro 22,5% - entro un secondo termine fissato per il 31 dicembre; solo allora gli australiani avrebbe avuto diritto a entrare ufficialmente nella governance biancorossa.
Di bonifici nemmeno l'ombra a Masnago: né quello relativo alla sponsorizzazione (che però potrebbe arrivare nelle prossime ore), né il milione per le quote.
Ecco allora che Pallacanestro Varese - irritata anche dalla comunicazione di ieri, non concordata tra le parti - non ci sta più. Nell'assemblea dei soci di questa mattina non è stato dato corpo all'aumento di capitale concordato nella precedente riunione del 22 ottobre, quindi per il momento Luis Scola resta al 51%, Varese nel Cuore al 44% e lil BSN al 5%. E inoltre la società potrebbe far anche sapere che si cautelerà nelle sedi più opportune, non accettando più posticipi né aggiustamenti in corsa.
Vale solo la pena di notare, infine, che i contratti di sponsorizzazione e quello di entrata nel capitale (equity) sono distinti.
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