Il Nazionale

Cronaca | 24 agosto 2023, 07:00

Un anno e mezzo di guerra in Ucraina, Mattia Gozzo: "Non scorderò mai la fuga da Irpin. Si rischia un altro Vietnam"

Il giovane torinese era fuggito assieme alla famiglia. "Un giorno vorrei tornare ma chissà quando succederà... Il conflitto rischia di andare avanti ancora a lungo perché l'Europa e la politica non fanno abbastanza"

Un anno e mezzo di guerra in Ucraina, Mattia Gozzo: "Non scorderò mai la fuga da Irpin. Si rischia un altro Vietnam"

Un anno e mezzo di guerra in Ucraina. "E c'è il rischio che si vada avanti chissà ancora per quanto... Doveva essere un conflitto lampo ma rischia di essere un altro Vietnam che dura anni e anni". Mattia Gozzo è il torinese che era fuggito da Irpin assieme alla famiglia quel 24 febbraio del 2024, quando era partito l'attacco russo.

"Non dimenticherò mai le bombe e quella fuga"

"Non scorderò mai le bombe, il risveglio nel cuore della notte, i tre giorni di viaggio fatti per arrivare in Italia temendo che potesse capitarci di tutto". La sua vita è stata travolta in ogni senso dalla guerra, perché da qualche mese Mattia si è separato anche dalla moglie. Ora vorrebbe voltare pagina una volta per tutte, magari ricominciando da un'altra parte, magari di nuovo all'estero. "L'Italia, la sua classe politica e molti imprenditori non fanno nulla per i giovani, capisco chi si ribella di fronte a paghe da fame o non sopporta più certe situazioni". 

"Vedo la pace molto lontana. L'Europa non fa abbastanza"

Inutile stare a immaginare se sarebbe stato ancora in Ucraina oggi, senza il conflitto e le bombe russe. "La vita non è fatta di se e di ma. Mi sono separato da mia moglie ma i rapporti sono rimasti buoni. In futuro vorrei tornare a Irpin, ma quando potrà succedere? Da una parte ci sono i droni, dall'altra i missili e nessuno accetta di fermarsi. Vedo la pace come un'ipotesi ancora molto lontana, perché la politica e soprattutto l'Europa non stanno facendo abbastanza. Se qualcuno pensa che la soluzione possa essere una mediazione portata avanti dal Vaticano allora vuol dire che la politica ha fallito su tutta la linea".

"Aiutiamo l'Ucraina ma senza fornire nuove armi"

Per Mattia Gozzo sarebbe fondamentale "arrivare rapidamente a un cessate le armi, ma perché possa succedere bisogna si smetta di continuare ad armare l'Ucraina. Che ha tutto il diritto di difendersi, che sia chiaro, non vorrei passare per filorusso dicendo questo, ma fino a che ci sarà un'escalation militare non si finirà mai. Invece bisogna impegnarsi a sostenere la ricostruzione dell'Ucraina, quando tutto sarà terminato, fino ad allora dare assistenza ai profughi e ai feriti, ma non contribuire a far andare a vanti la guerra. Sono già molte troppe persone, basta".

"Un giorno vorrei tornare, chissà quando sarà"

A Irpin gestiva una scuola calcio, per alcuni mesi si è informato sulle sorti dei ragazzi che allenava ("per fortuna sono riusciti a mettersi in salvo"), aveva tentato anche di far arrivare una persona in Italia e tra qualche giorno l'ex moglie "tornerà in Ucraina, sarà l'occasione anche per recuperare le ultime carte che servono per portare avanti la separazione", conclude Mattia. "Spero che vada tutto per il meglio e lei non abbia problemi. Io un giorno vorrei tornare a mia volta, ho lasciato delle cose, è stato un pezzo della mia vita, ma adesso la vedo come una cosa lontana. Quasi quanto la pace".

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