Il Nazionale

Cronaca | 01 aprile 2023, 12:39

Ruba in due negozi e alla Camera del Lavoro di Luino, incastrato dai carabinieri del Ris

Un 59enne di Germignaga scoperto grazie ad alcune tracce biologiche prelevate dopo i colpi commessi alcuni anni fa. L'uomo, finito in carcere per rapina l'anno scorso, è stato sottoposto di rito al prelievo del Dna: grazie alle analisi è stato possibile attribuirgli anche i colpi precedenti

Ruba in due negozi e alla Camera del Lavoro di Luino, incastrato dai carabinieri del Ris

Era riuscito a sfuggire all’identificazione dopo aver commesso, tra il maggio del 2017 e il gennaio del 2018, tre furti in pregiudizio di due attività commerciali e della Camera del Lavoro di Luino pensando così di averla fatta franca. I tre colpi avevano fruttato al malvivente un ingente bottino del valore complessivo di diverse migliaia di euro. 

In occasione di ogni episodio i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile luinese avevano però eseguito un accurato sopralluogo, rinvenendo tracce biologiche che, inviate al Ris di Parma, avevano inizialmente dato un responso negativo. Ciò accade naturalmente quando il genotipo di un individuo non è mai stato censito in precedenza nella banca dati, come nel caso in argomento riguardante un 59enne di Germignaga, attualmente detenuto nel carcere di Varese.

L’uomo, che il 3 aprile dello scorso anno era stato arrestato dai carabinieri di Luino per rapina, all’atto del suo ingresso in carcere è incorso infatti nell’obbligo, da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, di prelievo del DNA, procedura prevista per tutti coloro che debbono scontare pene definitive o dei soggetti il cui arresto è stato convalidato.

Il campione prelevato è stato così trasmesso al Casellario Centrale d’identità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, facendo emergere, il 19 gennaio scorso, la piena corrispondenza con il profilo genetico individuato, a suo tempo, nel corso dei rilievi dei Carabinieri di Luino e rimasto in condizioni di latenza investigativa.

Grazie al prezioso contributo del Ris di Parma ed alla metodica applicazione delle procedure di repertamento operate in queste circostanze dai carabinieri, è stato così possibile dare finalmente un riscontro positivo e un’identità al genotipo prima ignoto.

L’uomo, che, come detto, è tuttora detenuto presso il carcere di Varese (dove, tra l’altro, deve scontare anche un cumulo di pene fino al 5 settembre del 2026 per vari reati commessi negli scorsi anni) dovrà quindi rispondere dei tre furti aggravati per i quali rischia, cumulativamente, una pesante condanna.  

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