«Volevamo farci il nostro regalo di Natale» ha affermato Giancarlo Ferrero ai nostri microfoni domenica dopo il match vinto a Masnago contro Trieste. Ma la Pallacanestro Varese ha fatto così tanto la brava quest’anno che merita di farsi un secondo regalo, dal peso specifico più notevole. Subito servita l’occasione quindi: il derby contro l’Olimpia Milano.
Edizione numero 186 dello storico scontro lombardo. La Openjobmetis arriva ad Assago reduce dal concitato successo su Trieste, che ha fermato solo a due il numero di sconfitte consecutive. Anche Milano è reduce da una vittoria, ottenuta venerdì sera in Eurolega (la seconda consecutiva, dopo nove sconfitte in fila) contro il Monaco dell’ex Mike James. Successo arrivato a conclusione di una sfiancante rimonta, portata a termine dopo un «clamoroso sforzo», così come ha detto Mario Fioretti, che ha sostituito un influenzato Ettore Messina come capo allenatore panchina meneghina. D’altro canto, il campionato ha visto le scarpette rosse cadere sul parquet di Trento nell’ultima giornata, in quello che è stato il secondo stop nel torneo.
Per ritrovare l’ultimo successo della Openjobmetis ad Assago non serve andare più indietro del 3 aprile 2021, quando Michele Ruzzier, Toney Douglas e l’attuale amministratore delegato Luis Scola contribuirono in maniera decisiva all’81-83 che fece tornare dal Forum la Varese di Bulleri con due punti pesanti in chiave salvezza.
Sarà ancora una volta uno scontro tra due macchine a cui piace viaggiare a velocità antitetiche: l’Olimpia, alla luce del doppio (e a volte triplo) impegno settimanale è una formazione che cerca spesso di rallentare i ritmi e di giocare a metà campo, contando sulle raffinate doti tecniche dei suoi. Varese, ormai lo sappiamo, vuole e deve spingere sull’acceleratore per esprimersi al meglio.
Ma per farlo servono energie. E per avere maggiori energie servirebbe magari una distribuzione di minutaggio più equa rispetto a quella vista domenica, quando, per esempio, De Nicolao e Caruso hanno fatto registrare i minimi stagionali per minuti giocati. Alto ritmo significa alta spesa di energie: difficile rimanere lucidi per tutti e quaranta i minuti per i vari Brown, Woldetensae, Johnson quando per sopperire all’assenza di Justin Reyes il loro tempo sul parquet lievita.
La pallacanestro impostata da coach Brase e il suo staff è dispendiosa, e avere sempre forze fresche in campo è vitale, a maggior ragione da quando un giocatore che fa dell’energia la sua arma principale come il portoricano è ai box.
Le rimonte subite dai biancorossi a cui abbiamo assistito in questa prima parte della stagione sono in parte dettate anche da questo fattore. Cartina tornasole, da questo punto di vista, l’analisi dei quarti vinti e persi dalla Openjobmetis. I biancorossi, in undici partite fin qui disputate, hanno vinto otto volte i primi dieci minuti di partita, mentre il parziale del quarto quarto è stato sfavorevole a Varese ben in sette occasioni. Concetto semplice e lampante, evidenziato nella partita contro Trieste, in cui Varese ha fatto registrare l’attivo maggiore della stagione nel primo quarto (+10) e il passivo più largo nell’ultima frazione (-13, al pari della trasferta di Brescia, conclusasi con la rimonta vincente biancoblu).
Il più che discreto rendimento di De Nicolao e Caruso di domenica, nei rispettivi 9 e 14 minuti (season low per entrambi) passati in campo, può e deve essere cavalcato di più dal coach, anche solo per permettere ai “titolari” di arrivare un po’ più freschi nei finali di partita. Stesso discorso per il tempo dato a un ritrovato Librizzi e magari anche a capitan Ferrero.
Per provare a superare Milano servirà davvero una prestazione curata nei minimi dettagli, non solo per quanto riguarda la questione minutaggi, ma anche per i soliti temi tattici quali rimbalzi e quella difesa che ha permesso a Varese di farsi notare per il suo gioco caratterizzato di contropiedi e pick & roll in mezza transizione.
Che è quello che cercherà di evitare di subire Milano, che oppone una filosofia antitetica in fatto di velocità di gioco. Se Varese dovrà fare a meno di Reyes, anche l’Olimpia sarà, causa infortuni, senza due pedine che nel puzzle ideale studiato da Messina in estate avrebbero dovuto avere una parte fondamentale: Kevin Pangos e Shavon Shields. Qualche minima possibilità di rivedere in campo Gigi Datome, la cui ultima presenza in campionato risale alla trasferta di Pesaro del 6 novembre. L’eventuale presenza del capitano terrà fuori gioco un altro italiano, e, inoltre, due stranieri: uno sarà probabilmente Deshaun Thomas, ormai ai margini delle rotazioni e l’altro un lungo tra Voigtmann e Hines.
Non che con queste defezioni l’Olimpia sia molto più abbordabile: il roster che fatica in Europa si è tutto sommato dimostrato all’altezza delle aspettative a livello nazionale. Backcourt formato dall’ex bresciano Naz Mitrou-Long e dal tiratore mortifero Devon Hall, con l’altrettanto preciso cecchino Billy Baron a fare da socio dei due. In ala il francese Timothè Luwawu-Cabarrot è arrivato da poco ma sta già dando una grande mano dal punto di vista realizzativo, come non poteva che essere da un giocatore del suo calibro. Sotto i tabelloni l’ex di turno Brandon Davies, visto sotto il Sacro Monte nella stagione 2015-2016, dividerà i minuti presumibilmente con il tedesco Voigtmann.
Parco italiani guidati dal blocco della nazionale che tanto bene ha fatto agli europei quest’estate. Nicolò Melli in testa, seguito da Pippo Ricci e Stefano Tonut, e con Paul Biligha e Tommaso Baldasso a completamento.
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO - OPENJOBMETIS VARESE (Mediolanum Forum, 18.30)
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: 0 Davies, 2 Luwawu-Cabarrot, 3 Mitrou-Long, 7 Tonut, 9 Melli, 12 Baron, 17 Ricci, 19 Biligha, 22 Hall, 25 Baldasso, 40 Alviti, 77 Voigtmann. All.: Messina.
OPENJOBMETIS VARESE: 4 Ross, 8 Woldetensae, 10 De Nicolao, 11 Zhao, 13 Librizzi, 18 Virginio, 21 Ferrero, 22 Brown, 30 Caruso, 41 Owens, 92 Johnson. All.: Brase.
Arbitri: Begnis, Bagnalunga, Bartolomeo
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