Seconda udienza in tribunale a Imperia del processo che vede alla sbarra Renato Bersano l'ex presidente della Sanremese difeso dall'avvocato Carlo Golda del foro di Genova accusato di omicidio colposo, per la morte dell’operaio Sandro Pezzulli, padre di due bambini intenera età avvenuta nell'agosto del 2018.
Pezzulli era morto a casa sua di Riva Ligure dopo un calvario di oltre due mesi a seguito delle ustioni di secondo e terzo grado al polpaccio e al piede sinistro che si era procurato la notte del 22 giugno a causa della fuoriuscita di acqua bollente (95 gradi) dal bocchettone di un pastorizzatore che aveva urtato mentre si trovava alla guida di un transpallet, nello stabilimento della Clas di Chiusanico.
Chiamati a testimoniare nell'udienza di stamattina sono stati Giorgio Mandruzzato Cavallini il medico che ha avuto in cura l'operaio presso il Centro grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena e Paolo Conca, perito della famiglia dell'operaio che si è costituita parte civile, rappresentata dall'avvocato Luigi Basso.
L'esame di Conca, esperto consulente di Sicurezza sul lavoro di Milano da parte dei legali e del pubblico ministero Enrico Cinnella Della Porta davanti al giudice Francesca Minieri si è incentrato, appunto, sui dispositivi di protezione che indossava Pezzulli al momento dell'incidente, sulle misure assunte dall'azienda per minimizzare i rischi e su più strettamente questioni burocratiche. "Se Pezzulli -ha detto Conca - avesse indossato pantaloni idrorepellenti calzati all'interno degli stivali invece che indumenti di cotone, non sarebbe successo nulla". Fabio Conca, ha inoltre, confermato la deposizione dei tecnici dell'Asl che hanno testimoniato nell'udienza precedente secondo i quali il bocchettone del pastorizzatore era privo di protezioni.
È pure emerso che l'operatore non avrebbe ricevuto una adeguata e specifica formazione per le mansioni che doveva eseguire. Il processo è stato aggiornato al prossimo 19 dicembre alle 11.45.
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