Due le manifestazioni contro la guerra in Ucraina che si sono svolte nel pomeriggio di oggi, sabato 22 ottobre, richiamando nel centro di Torino alcune centinaia di dimostranti. La prima è quella promossa nell'ambito della mobilitazione nazionale dal coordinamento 'Europe for Peace'. La seconda è stata lanciata da 'La variante torinese', comitato nato due anni fa sull'onda delle proteste No Vax e No Green Pass.
"No alle arme, sì al negoziato"
'Europe for Peace' ha raccolto attivisti e simpatizzanti di movimenti e partiti portatori di messaggi diversi. "Siamo scesi in piazza per la pace - ha detto Paolo Furia, segretario regionale del Pd - con i nostri pensieri e i nostri argomenti. Con la solidarietà per il popolo ucraino. Contro le invasioni militari e le retoriche scioviniste e nazionaliste. Per dire che l'Europa può svolgere un ruolo nel negoziato, ma che per negoziare serve la volontà di tutti, a partire dagli invasori".
"Noi - ha spiegato Giampiero Leo, portavoce del Coordinamento interconfessionale del Piemonte - ci riconosciamo nel documento di 'Europe for Peace', che ha chiesto una tregua ma non è contrario agli aiuti all'Ucraina". Presenti anche Anpi, No Tav della Valle di Susa, Unione Popolare (che ha chiesto "stop alle sanzioni e all'invio delle armi") e Rifondazione Comunista (che ha riproposto lo slogan "No Putin No Nato").
Presente anche una delegazione del M5S: "Abbiamo partecipato al Corteoper ribadire ancora una volta di fermare il rumore assordante delle guerre. Noi, come M5S, sposando a pieno i valori e i principi della nostra Costituzione, non ci rassegneremo a subire passivamente le conseguenze di una guerra che continua a fare stragi di innocenti e continueremo ad anteporre sempre la via della diplomazia all’escalation militare", hanno dichiarato Sarah Disabato ed Elisa Pirro.
No Green Pass contro la Nato in Italia
Quello di "La variante torinese" è stato un corteo senza partiti, "contro "le speculazioni della guerra, dell'energia e della salute" ed anche "contro la Nato in Italia". Il coordinatore, Marco Liccione, ha esortato i cittadini che passeggiavano in via Po a unirsi alla manifestazione: "A Parigi sono scese in piazza un milione di persone. Noi siamo qui a fare shopping, mentre è a rischio il nostro futuro".
Le due manifestazioni si sono sfiorate in piazza Castello, ma per fortuna non si sono segnalate tensioni o scaramucce.
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