Il Nazionale

Cronaca | 21 agosto 2022, 15:25

Paura a San Michele Mondovì, baby gang all'assalto di un pullman

L'episodio nella serata di venerdì 19 agosto. Il sindaco, Domenico Michelotti: "Deve cambiare qualcosa, perché il rischio è che dopo qualche episodio qualcuno decida di agire e di farsi giustizia"

Paura a San Michele Mondovì, baby gang all'assalto di un pullman

"La situazione verificatasi venerdì sera si ripete ormai da qualche tempo, e non solo da noi, ma in tutto il Monregalese: imperversano le baby gang e in un piccolo paesino come il nostro ne risentiamo di più". A parlare è Domenico Michelotti, sindaco di San Michele Mondovì, dopo l'increscioso episodio dello scorso venerdì 19 agosto, quando poco prima della mezzanotte il pullman di un’agenzia di viaggi di ritorno da Berna si è fermato in piazza Don Pennino, per far scendere gli ultimi partecipanti alla gita. Qui, un gruppo di ragazzini ha cercato di salire a bordo (dove, oltre all'autista, era presente la moglie), chiedendo di essere portato a Ceva. L'autista ha provato a spiegare che non si trattava di un bus di linea, ricevendo in cambio l'aggressione del branco, che ha strattonato l’uomo e lanciato una pietra contro il mezzo, mandando in frantumi uno dei cristalli, prima di sradicare una palina di ghisa dalla piazza, per poi lanciarla contro il pullman che, nel frattempo, si stava allontanando.

"Questo brutto episodio è la goccia che fa traboccare il vaso - riprende Michelotti -. Durante il lockdown era stata vandalizzata la palestra, poi sono stati commessi atti vandalici su un cantiere, abbiamo registrato danni alla segnaletica stradale, infine sono comparse scritte minacciose sotto i portici: ho provveduto io stesso a cancellarle con un pennello, un mattino di qualche tempo fa. Il paese è stanco di avere paura di uscire la sera e non merita questo".

Continua il primo cittadino: "Innanzitutto ci tengo a esprimere la mia solidarietà all'azienda e a chi ha subito l'aggressione. Ieri sera è andata bene, ma qualcuno poteva finire in ospedale. Potevano anche uccidere: una boccia contro un autobus è qualcosa che fa venire la pelle d'oca. Non è possibile che dei ragazzini, ormai ben noti, residenti nel Monregalese, possano imperversare indisturbati solo perché minorenni... Uno per uno non valgono nulla, ma insieme fanno branco".

Michelotti si sfoga: "Deve cambiare qualcosa. Non solo a San Michele, ma anche in altri posti. Perché il rischio è che dopo qualche episodio qualcuno decida di agire e di farsi giustizia, passando dalle parte del torto. La gente ha paura e si rivolge al sindaco, che funge da parafulmine: io sono in collegamento quotidiano con le forze dell'ordine, che fanno davvero il possibile. Già ieri mattina uno dei ragazzini protagonisti dell'aggressione è stato fermato e portato in caserma, ma essendo 15enne resta a piede libero. E sono anche dispiaciuto per la reazione della gente comune, che si sfoga pensando che i Carabinieri non facciano abbastanza, ma anche loro hanno le mani legate. Più che pattugliare, anche in borghese, come possono agire davanti a un minorenne? Io, personalmente, ho già sporto due denunce, e per quest'ultimo episodio il Comune si costituirà parte civile, ma non si risolve nulla. Posso anche ricevere minacce, io per me non ho paura, anche se ne ho per la mia famiglia. Non voglio fare l'eroe, ma la legge non mi sta aiutando".

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