N.C., una donna di origini romene, aveva lavorato per alcuni anni come governante presso la casa del signor S. a Saluzzo, dove aveva anche vitto e alloggio. Poi, nel gennaio 2021, fra i due ci sarebbe stata una forte litigata, sfociata in una lettera di licenziamento nei confronti della donna, in seguito comunicata anche all’Inps.
L'ex governante si sarebbe però rifiutata di lasciare la casa in cui non lavorava più, al punto che avrebbe minacciato con uno spray al peperoncino il suo ex datore. Per questo motivo si trova ora imputata davanti al tribunale di Cuneo con le accuse di violazione di domicilio e minacce aggravate. N.C. lasciò l’abitazione otto mesi dopo, a seguito del provvedimento del giudice.
Attualmente sottoposta al divieto di avvicinamento, il signor S. riferì che lei avrebbe preteso 20mila euro di buonuscita per via dei lavori svolti. “Ero costretto a dormire in ufficio – ha raccontato in aula –. L’avevo licenziata perché mi aveva minacciato con una specie di crocifisso appuntito. Non so cosa stesse dicendo perché parlava romeno. Le ho mandato una raccomandata per notificarle la fine del rapporto di lavoro, ma lei non è mai andata a ritirarla. Allora le ho mandato una foto su Whatsapp e ha risposto in modo sconclusionato. Non voleva più andare via. Nel marzo 2021 mentre stavo chiudendo la porta per scendere in garage lei era lì, e con una bomboletta e mi ha spruzzato sul viso dello spray al peperoncino. È stata una sensazione atroce”.
Quella sera, l’uomo chiamò i Carabinieri che sequestrarono il flacone di spray a N.C., che avrebbe anche detto che i suoi amici e parenti, a conoscenza di ciò che stava accadendo, si stavano mobilitando per farla pagare al signor S. L’uomo, davanti al giudice, ha manifestato la volontà di rimettere la querela nei confronti della sua ex dipendente “per non infierire”.
Il pubblico ministero ha però aggravato l’accusa di minacce con ‘uso di strumento atto ad offendere’, quale lo spray al peperoncino. Essendo un reato procedibile d’ufficio e dunque non suscettibile a querela di parte l’udienza è stata rinviata al febbraio 2023.
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