Il Nazionale

Cronaca | 26 novembre 2021, 16:05

Mezzi vecchi e contratti precari in Ata, i sindacati presentano un esposto: "Dipendenti costretti a lavorare in condizioni di pericolo"

Cgil, Cisl e Uil hanno scritto all'ispettorato del lavoro, allo Psal e al Nucleo dei carabinieri oltre al Tribunale, al Prefetto e al sindaco Russo

Mezzi vecchi e contratti precari in Ata, i sindacati presentano un esposto: "Dipendenti costretti a lavorare in condizioni di pericolo"

Un esposto di Cgil, Cisl e Uil per denunciare le criticità che i lavoratori di Ata stanno affrontando soprattutto per quanto riguarda il deterioramento del parco mezzi presenti e un'assenza di nuovi, oltre alla precarietà dei contratti, 35 dipendenti infatti attendono ancora una stabilizzazione.

I sindacati hanno deciso così di inviare una missiva all'Ispettorato territoriale del lavoro, allo Psal Savona, al Nucleo Ispettorato del lavoro dei carabinieri, al giudice delegato e al commissario del Tribunale Eugenio Tagliasacchi e Giampaolo Provaggi, al Prefetto Antonio Cananà e al sindaco Maro Russo.

"Le organizzazioni sindacali intendono denunciare la situazione che si è creata nell’azienda Ata S.p.A., nella quale vede i lavoratori costretti a lavorare in condizioni di grave pericolo per la loro ma anche quella di terzi, incolumità - spiegano nell'esposto - L’Azienda si trova oggi ad avere un parco veicolare, macchine e attrezzature vetuste e in quantità non sufficiente a permettere agli addetti alle riparazioni – sia interni che esterni - di effettuare la regolare manutenzione che garantirebbe il mantenimento degli standard di sicurezza previsti dall’art. 71 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. il quale richiede che tali macchine e attrezzature di lavoro siano sicure al momento della scelta e messa a disposizione dei lavoratori e che rimangano adeguate nel tempo, grazie ad una loro idonea manutenzione. Nonostante i vari solleciti, l’Azienda non ha messo in atto azioni che mettessero al riparo da infortuni i lavoratori, chiedendo anzi, di utilizzare gli unici mezzi a rimasti disposizione, pena azioni sanzionatorie. Molte delle macchine ormai accusano parti meccaniche logorate dal tempo e dalla usura, come ad esempio, scatola sterzo, sospensioni, freni di stazionamento, organi di sterzatura; ma anche elettriche, con particolare riferimento ai dispositivi di prevenzione dai rischi di cesoiamento, schiacciamento, investimento".

"Intendiamo inoltre denunciare il sistematico riscorso dell’Azienda al lavoro precario, proponendo proroghe dei contratti di prossimità oltre i limiti fissati dalla norma, pur di non assumere e stabilizzare quei lavoratori che si sono aggiudicati il diritto all’assunzione a tempo indeterminato tramite una selezione pubblica, indetta dall’Azienda stessa, per far fronte al fabbisogno di personale. Questi lavoratori, vivono da anni con 'l’ansia da rinnovo', situazione fonte di stress correlato lavoro. Inoltre le 35 persone aventi diritto alla stabilizzazione, non sarebbero in ogni caso sufficienti a far fronte alle reali necessità che una Città delle dimensioni e dell’importanza di Savona, richiederebbero" proseguono Antonello Sangiovanni, Fp Cgil, Danilo Causa, Fit Cisl e Franco Paparusso, Uiltrasporti.

"Visto quanto sopra chiediamo, cortesemente, un immediato intervento affinché l’Azienda provveda a ripristinare gli standard di sicurezza imposti dalla Legge 81/08 ed a garantire a tutti i lavoratori la certezza di poter lavorare salvaguardando la propria e altrui salute" concludono i tre sindacati.

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