Ieri, domenica 7 novembre, a Cavagnolo si sono tenute le celebrazioni della Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, accanto al primo cittadino Andrea Gavazza e all’amministrazione comunale era presente il consigliere regionale del territorio Gianluca Gavazza, che ha portato il saluto dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte.
La manifestazione organizzata in collaborazione con il Gruppo Alpini Cavagnolo, l’Associazione Combattenti e Reduci e Italica Virtus - Rievocazione Storica Regio Esercito Italiano, ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle Associazioni d’Arma, delle Forze dell’Ordine, del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Il ritrovo è avvenuto alle 9 in piazza Vittorio Veneto di fronte al Monumento dell’Alpino, a seguire si è svolta la commemorazione al Monumento dei Caduti con l’alzabandiera e ci sono stati gli interventi del sindaco e delle autorità intervenute. Alle 10 è stata celebrata la Santa Messa in suffragio dei Caduti di tutte le guerre e degli Alpini andati avanti.
“In questo giorno commemorativo così importante per la storia del nostro Paese - riflette Gianluca Gavazza, consigliere regionale del Piemonte - mi viene da pensare ai nostri giovani, ai bambini, che, come spesso capita, passano vicino a un monumento dei caduti, presente in ogni piazza d’Italia, magari per andare a scuola, senza aver prestato attenzione all’anno di morte di molti dei nominativi scolpiti sulla pietra: 1915 - 1916 - 1917 - 1918, gli anni della Prima Guerra Mondiale. O che magari abitano in via IV novembre senza sapere perché. O non conoscono la storia del soldato senza nome divenuto poi figlio e fratello di tutti noi. O il perché dobbiamo rispetto e riconoscenza alle Forze Armate, non solo in tempo di guerra, e ne abbiamo avuto riprova in questo ultimo anno e mezzo. O perché è così importante la nostra bandiera”.
“Fino a qualche tempo fa c’era il servizio di leva a ricordarlo a tutti noi. Io sono di vecchio stampo e penso che un paese senza esercito sia come una dama senza cavaliere. E mi dispiace - conclude il consigliere regionale -. Tutti noi dobbiamo trasmettere un po’ di orgoglio, di senso dell’onore e dell’amore per il nostro Paese anche ai nostri figli e ai nostri nipoti, discendenti di chi, per quell’amore e per i nostri diritti, è morto”.
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