Il Nazionale

Cronaca | 05 luglio 2021, 10:23

Sul fronte degli incidenti e dei morti su strada la provincia Granda è da "zona rossa"

Ad evidenziarlo il comandante provinciale dei Vigili del fuoco della Granda. I numeri sono quelli di province molto più urbanizzate. Salito a 21, con i due morti di ieri e con quello di stamattina, il numero delle vittime su strada da inizio 2021

Sul fronte degli incidenti e dei morti su strada la provincia Granda è da "zona rossa"

Se due giorni fa scrivevamo che in provincia Granda i morti in incidenti stradali, da inizio anno, in soli sei mesi erano stati 18, oggi dobbiamo contarne 21.

Due nella sola giornata di ieri 4 luglio: Nicole Allasia, 20 anni appena, e Luca Pittavino, 36 anni di Verzuolo. Un altro questa mattina: auto contro moto a Venasca, niente da fare per un uomo di 39 anni.

Vite spezzate per sempre. E in questi mesi del 2021 le vittime sono state soprattutto giovani.

Sono sempre drammatiche le scene che si presentano agli occhi dei soccorritori. Non ci si abitua mai del tutto. Lo sa bene il comandante dei vigili del fuoco della Granda, ingegner Vincenzo Bennardo, che ricorda il drammatico incidente di Castelmagno, avvenuto nella notte dell'11 agosto del 2020, in cui morirono cinque ragazzi. "Dal punto di vista emotivo, credo sia stato l'intervento più difficile per i miei vigili, da quando sono al comando di Cuneo. Lo shock era stato enorme per tutti i soccorritori, quella notte".

Bennardo è qui da maggio del 2019, arrivato dal Comando di Savona, e resterà in Granda per almeno un altro anno. Nei giorni scorsi ha fatto con noi un breve bilancio del suo biennio. Tante le cose realizzate e i progetti in corso, il grande impegno durante l'alluvione dello scorso ottobre, la nuova sala operativa.

Ma su tutto, ha più volte sottolineato l'alto numero di incidenti stradali che avvengono nella nostra provincia e la gravità degli stessi.

"Le statistiche sono evidenti. Sul fronte dell'incidentalità stradale la provincia di Cuneo, anche stando ai dati nazionali del Corpo dei vigili del fuoco, è in fascia rossa, tra quelle peggiori, con province come Torino e Brescia, molto più urbanizzate e con una densità abitativa decisamente maggiore".

La pandemia li aveva fatti diminuire, ma negli ultimi mesi c'è stata un'impennata, in particolare nelle zone tra Savigliano e Saluzzo, "dove le strade sono per lo più dritte e si corre decisamente troppo forte. Sono strade vecchie, ad una corsia, con i canali ai lati. Pericolosissime, come buona parte delle strade di questa provincia", rimarca Bennardo. 

Anche l'Albese è un'area ad alta incidentalità. "Le infrastrutture e la rete viaria in una provincia così grande costituiscono un problema, perché i tempi per gli spostamenti sono molto lunghi, anche per i soccorsi. Come vigili del fuoco possiamo contare su una discreta capillarità, avendo 17 distaccamenti oltre ai quattro comandi permanenti a Cuneo, Saluzzo, Mondovì e Alba, ma su certi scenari la tempestività è fondamentale. Penso al moncone dell'autostrada. Per portare dei mezzi di soccorso ad Alba, conviene che si attivi Asti invece che Cuneo. Ci sono impedimenti e carenze strutturali enormi. Con conseguenze sull'incidentalità e, inevitabilmente, sulla mortalità".

barbara simonelli

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