Prosegue la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici della Città di Torino con contratto di somministrazione (gli ex interinali, ndr) in scadenza dopo il termine di 36 mesi: l'ennesimo capitolo della vicenda è andato in scena oggi pomeriggio con la protesta dei sindacati confederali davanti a Palazzo Civico.
La richiesta: rinnovo dei contratti
La principale richiesta è quella di ottenere un rinnovo per assistenti sociali, educatori, assistenti educativi e psicologici, amministrativi e addetti alla rendicontazione dei fondi europei, mediatori interculturali, penali e familiari: “Si tratta – ha spiegato Lucia Santangelo di Nidil Cgil – di circa 250 persone, di cui il 70% impiegate nei servizi sociali, che rischiano di essere sostituite. Non chiediamo incrementi numerici ma la conferma dell'organico attuale con il riconoscimento della professionalità pregressa: stiamo subendo da più di un anno la mancanza di volontà della politica, il tavolo tecnico non ha portato a nulla e l'assessore Rolando continua a ripetere di non avere soluzioni a riguardo”.
Continuità di servizio a rischio
Secondo i manifestanti, uno dei rischi principali è quello di danneggiare i servizi stessi: “Con questi continui cambi di personale - ha aggiunto Cristina Picchioldi di Felsa Cisl – a essere messa a repentaglio è la continuità di servizio, già messa a dura prova dalla pandemia di Covid-19, in settori dove l'utenza è principalmente composta dalle fasce deboli della cittadinanza; in attesa di superare i concorsi ci sarebbe tranquillamente la possibilità di evitare le interruzioni garantendo livelli adeguati grazie ai lavoratori già inseriti in organico”.
Dignità per i lavoratori
Nonostante le mancate risposte, i sindacati promettono battaglia: “Saremo - ha dichiarato infine Anna Maria D'Angelo di Uiltemp – sempre in prima fila per affermare il diritto alla continuità occupazionale: negli ultimi anni la pubblica amministrazione ha abusato delle forme di flessibilità sostenendo la precarietà anziché impiegarle per dare prospettiva ai lavoratori".
"Chiediamo di costruire un percorso che, oltre a prevedere forme concorsuali, riconosca la professionalità spesa dai lavoratori e dalle lavoratrici in servizi essenziali come quelli a favore delle persone più fragili; bisogna dare dignità ai lavoratori con contratto di somministrazione".
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