"Qui non ci sono candidati che aspettano il timbro di Lega e FdI, ma solo quello dei cittadini". Così Saverio Mazza, coordinatore del tavolo organizzativo delle Primarie, ha presentato i quattro candidati Igor Boni, Enzo Lavolta, Stefano Lo Russo e Francesco Tresso. Questa mattina il gruppo ha sottoscritto il codice di "autoregolamentazione" in un luogo fortemente simbolico, davanti a quel Palazzo Civico che i potenziali candidati sindaci del centrosinistra puntano a conquistare una volta superate le consultazioni dem del 12 e 13 giugno. Nell'occasione è stato estratto l'ordine dei nomi sulla scheda: il primo sarà Igor Boni, il secondo Francesco Tresso, terzo Stefano Lo Russo e ultimo Enzo Lavolta.
"Abbiamo spalancato - ha spiegato il segretario metropolitano Mimmo Carretta - la finestra della democrazia: la nostra scelta non la facciamo nei tavoli romani o a Milano". Lavolta aveva chiesto che le Primarie fossero ad offerta libera, non con l'obbligo di versare 2 euro, ed estese a tutta la Città Metropolitana. "È un contributo alla democrazia - replica Carretta - ed esercitare la democrazia costa: bisogna strutturare i seggi, ma è un modo per responsabilizzare maggiormente le persone".
E le prossime tre settimane saranno una doppia sfida: i quattro dovranno non solo convincere le persone a votarli, ma anche ad andare negli oltre 40 seggi che verranno allestiti per la città.
Lo Russo: "Parola d'ordine è il lavoro"
"La parola d'ordine dei prossimi giorni - ha spiegato Stefano Lo Russo - sarà il lavoro, che è la vera emergenza di Torino: la vera ripartenza dovrà passare da questa parola". Rispetto a Tresso a Lavolta, che hanno scelto di raccogliere le firme tra i cittadini e sono quindi già partiti da settimane con una mini-campagna elettorale, il capogruppo del Pd sconta un ritardo. "Nessuno risultato - replica - è scontato: dovremmo recuperare e riallaciare i fili della nostra base, avendo come orizzonte non solo il centrosinistra ma tutta la città". E sulla mancanza di donne alle consultazioni dem, Lo Russo rilancia dicendo che "il suo vice sarà donna, così come la maggioranza della sua giunta".
Lavolta: "Attorno al mio nome si sta rafforzando potere di coalizione"
Un tema, quest'ultimo, portato avanti anche da Enzo Lavolta, che nelle scorse settimane ha fatto approvare una delibera sulla parità di genere negli eventi. "Sono molto dispiaciuto - ha sottolineato - che non si siano create le condizioni per il consolidarsi di una candidatura femminile". L'ex assessore all'ambiente ha quindi sottolineato che anche la sua eventuale squadra di governo sarà a trazione rosa, così come una parte del suo programma elettorale. E sul possibile rischio di poca partecipazione, spiega di essere "andato a cercare i firmatari porta a porta. Convincerli però a venire a votare è un altro tema. Sono contento però perché attorno a me si sta rafforzando un potere di coalizione".
Tresso: "Penso di vincere le Primarie perché ono quello che ha allargato di più il campo"
Un tema rilanciato anche da Francesco Tresso, che sottolinea come la sua proposta politica "sia di campo largo, dai civici alla sinistra ambientalista". "La raccolta firme - aggiunge - è stato un modo per testare l'organizzazione: ho ricevuto centinaia di sms di persone che si sono offerte di dare una mano". Etichettato in questi mesi dai suoi detrattori come "Signor Nessuno", usando in negativo le parole di Max Casacci che lo hanno lanciato nell'agone delle Primarie, replica "io provengo dall'associazionismo e sono noto in quel mondo, non al di fuori. L'elemento di maggior valore della campagna per le firme è stato di avvicinare persone che neanche pensavano alle Primarie. Penso di vincerle perché sono quello che ha allargato di più il campo".
Boni: "Con la maratona faccio uscire politica dal palazzo"
E chi in questi mesi ha continuato a chiedere a gran voce le consultazioni dem è Igor Boni, che nelle prossime settimane sarà impegnato in una maratona nei quartieri. "Simbolicamente - spiega - voglio far uscire la politica dal palazzo, portando dentro i cittadini". E per l'esponente dei Radicali italiani il candidato principale da battere è se stesso.
Commenti