Alla soglia dei 60 anni (li compirà a maggio), Beppe Lauria, per quanto un po’ acciaccato, mantiene vivo lo spirito dell’ardito.
Veterano del municipio cuneese, dove siede sui banchi dell’opposizione dal 1995, lo “sfasciacarrozze della destra” (la definizione è degli ex camerati) ad ogni vigilia amministrativa torna ad infiammarsi.
La possibile scesa in campo di Paolo Bongioanni, candidato sindaco per il centrodestra, lo inviperisce. “Che senso ha candidare alle comunali di Cuneo un capogruppo regionale che arriva da Villanova Mondovì ed è un corpo estraneo rispetto alla città? Fratelli d’Italia rivendica il sindaco – osserva – ma in maniera quasi offensiva non considera minimamente i suoi due consiglieri comunali, per quanto transfughi da altri partiti (Massimo Garnero, eletto in Forza Italia e Alberto Coggiola, eletto nei Moderati, ndr)”.
Lauria, nel suo polemico giudizio, tradisce l’ambizione mai sopita di poter essere indicato, adesso che la destra ha il vento in poppa, come l’uomo elettoralmente più forte in campo.
“Qualcuno da Torino e da Roma si sarà pur domandato – annota retoricamente – come mai l’uomo che raccoglie più consensi sulla piazza sia sistematicamente snobbato dai suoi?”.
In effetti – sulla base di una considerazione meramente numerica – la sua osservazione è pertinente.
Lauria conta, ma non “pesa” perché i suoi ex compagni (pardon, colleghi) di partito gli hanno fatto terra bruciata.
Alle amministrative del 2017, con tre liste civiche, aveva sfiorato il 6%, qualche decimale in più del Movimento 5 Stelle.
Ma per capire le ragioni di tanto ostracismo, bisogna risalire al luglio del 2012 quando, assessore provinciale a Sport, Volontariato e Associazionismo, venne sfiduciato dall’allora presidente della Provincia, Gianna Gancia.
Sfidando il Pdl, aveva voluto candidarsi a sindaco di Cuneo, contro il parere contrario dei maggiorenti dell’allora Popolo della Libertà.
Da quel momento in poi ha condotto la sua battaglia solitaria in municipio e, in occasione delle elezioni europee del 2019, si è candidato sotto il simbolo di Casapound.
Adesso che Casapound è evaporata, si guarda intorno per valutare il da farsi in vista del prossimo appuntamento elettorale.
Ai lettori più attenti di cronaca politica, non sarà sfuggito che nei giorni scorsi Francesco Storace, ex ministro della destra sociale (area da cui Lauria proviene), ha annunciato di voler lasciare Giorgia Meloni per abbracciare la causa di Matteo Salvini.
E se Lauria decidesse di seguirne le orme?
Fantapolitica? Può darsi. Tuttavia, in una stagione politica in cui la realtà supera la fantasia, non ci sarebbe da stupirsi.
La Lega a Cuneo, nell’ultima tornata amministrativa, ha raccolto 1515 voti di lista, mentre Lauria, come candidato sindaco, ne ha avuti 1534.
Alla Lega Salvini Premier potrebbe far comodo raggiungere una percentuale di consensi a due cifre in una città capoluogo di provincia dove, per di più, non dispone di esponenti particolarmente agguerriti.
Certo al segretario provinciale e senatore Giorgio Maria Bergesio l’idea di portarsi nel partito un personaggio scomodo non sorriderebbe, ma a Salvini, che con Casapound ha avuto feeling, l’idea potrebbe solleticare.
Non fosse altro per arginare l’offensiva dei Fratelli d’Italia.
C’è da scommetterci che in questo senso Beppe Lauria si impegnerebbe allo spasmo.
Politica | 26 marzo 2021, 08:00
E se a Cuneo la Lega arruolasse Beppe Lauria?
Il suo pacchetto di voti conta più dei 5 Stelle, ma non “pesa” per l’ostracismo dei dirigenti locali del centrodestra. Il caso di Storace, intenzionato a lasciare Meloni per Salvini, dà adito a rumors
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