Il Nazionale

Cronaca | 26 febbraio 2021, 14:41

La Procura gli contesta il reato di pornografia minorile: in aula a Cuneo i testimoni della difesa

Il 17 marzo l'imputato renderà la propria versione sugli ipotetici fatti accaduti nel 2017 a Mondovì

La Procura gli contesta il reato di pornografia minorile: in aula a Cuneo i testimoni della difesa

È proseguito al Tribunale di Cuneo il procedimento a carico di un giovane cebano accusato di minacce, molestie, divulgazione di immagini intime della ex fidanzata minorenne, accesso abusivo al suo profilo facebook e sostituzione di persona.

La ragazza è andata a sporgere denuncia in seguito ad un litigio avvenuto nel gennaio 2017 dove, nella prima udienza, aveva riferito che il suo ex ragazzo le avrebbe tirato uno schiaffo. Nel corso dell’istruttoria erano stati sentiti i testimoni del p.m. fra cui i due ragazzi a cui, stando all’accusa, l’imputato avrebbe mandato le fotografie dell’ex fidanzata.

Nell’ultima udienza celebrata, è stata la volta dei testimoni della difesa, i quali hanno riferito di una gelosia quasi spasmodica della ex fidanzata nei confronti dell’imputato, giunta al culmine la notte di hallowen del 2016.  “Eravamo in Liguria a casa di un nostro amico -ha riferito un testimone-. Quella sera l’unica ragazza presente era la mia fidanzata. Avevamo invitato anche l’ex dell’imputato ma lei non era venuta. Ad un certo punto lei, tramite messaggi, ha iniziato insistentemente ed accusarlo di tradimento e quant’altro. Ci sono stati numerosi messaggi e chiamate. Lui non era ubriaco, aveva bevuto un po’. Abbiamo cercato di trattenerlo ma poi ha preso la macchina per andare da lei e ha fatto un incidente. Dopo l’incidente ho ricevuto una chiamata dalla sua ex fidanzata, che mi ha raccontato l’accaduto. Diceva che era colpa sua. Erano al telefono. Mi ricordo di aver cercato di convincerlo a lasciar perdere quella ragazza. Lui era molto innamorato di lei”. 

Sentita come testimone, la mamma dell’imputato. La donna ha raccontato che suo figlio e la ragazza si sarebbero visti di nascosto fino al gennaio 2017: “Sapevo che quel giorno di gennaio era andato da lei.  Dopo l’incidente hanno ritirato la patente a mio figlio, infatti è andato in taxi. Si è fatto un mese di malattia. Mi ha detto che avevano litigato, ma non mi aveva riferito episodi di percosse. Lei era molto gelosa, ma un po’ di gelosia presumo ci sarà stata anche da parte di mio figlio”.

Il 17 marzo il consulente del p.m., quello della difesa e l’esame dell’imputato.

CharB.

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