Tutto in 48 ore. E' il tempo rimasto ai lavoratori della Pininfarina Engineering per prendere una posizione sulla proposta dell'azienda. Dopo il tavolo in Regione di questa mattina, alla presenza dei sindacati, la proprietà ha aumentato di 5 unità i reinserimenti presso la capogruppo (che salgono così da 25 a 30), mentre restano 45 i lavoratori che saranno assorbiti da una o più aziende del territorio e del settore.
Alla conta, dunque, rimangono fuori 42 dipendenti, per i quali si profila un percorso fatto da 12 mesi di cassa integrazione, un procedimento di "outplacement" pagato dall'azienda presso un'agenzia specializzata nella ricerca di un nuovo impiego e un incentivo tombale, nel caso non si trovasse una nuova collocazione, che da 16 è salito a 20mila euro lordi.
Domani mattina la nuova assemblea in cui i lavoratori si guarderanno in faccia e decideranno cosa fare. Anche perché entro 2 giorni (giovedì) scadrà la fase sindacale della vertenza per lasciare spazio a quella istituzionale, che però dei 30 giorni previsti ne vedrà cancellati già alcuni dalle Feste di fine anno. L'azienda vuole una risposta entro il 17, insomma, per non presentarsi al tavolo della Regione con un mancato accordo.
"Vedremo in assemblea cosa pensano i lavoratori - dice Arcangelo Montemarano, di Fim Cisl - e non si esclude l'ipotesi che, se si arrivasse al voto, si finisca per indire un referendum nella giornata di giovedì".
Meno possibilisti da Fiom Cgil, dove Ugo Bolognesi ribadisce come "Fiom non firmerà mai questo accordo, perché è un ricatto e perché in tutta la trattativa non è mai stata tolta la pistola dal tavolo. Saremo a disposizione di quei lavoratori che non vorranno firmare l'accordo, anche perché siamo di fronte a una messa in liquidazione di un ramo d'azienda il cui lavoro sta tuttavia andando avanti".
"La Regione è vicina ai lavoratori della Pininfarina in queste fasi delicate della trattativa - ha commentato l'assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino -. Nel corso del tavolo di oggi l'azienda ha accolto alcune ulteriori proposte. Restiamo in attesa delle decisioni dei lavoratori che verranno comunicate nei prossimi giorni. Da parte nostra garantiamo il massimo impegno nel supporto ai lavoratori".
Dai banchi dell'opposizione, però, si levano critiche: "Licenziamenti tra i lavoratori Pininfarina–Mahindra sarebbero inaccettabili - dicono la consigliera regionale del M5S Francesca Frediani e la deputata grillina Jessica Costanzo -. Il tavolo di lavoro che si è concluso oggi in Regione non ha prodotto risultati significativi sul fronte della salvaguardia dell'occupazione. L'assessore regionale al Lavoro Chiorino, anziché alzare la voce con la proprietà, si limita a rimettersi al voto dei lavoratori. Ci saremmo aspettati un'azione più incisiva da parte dell'esecutivo regionale che, invece, appare come uno spettatore passivo di un processo che potrebbe portare alla perdita del lavoro per decine di persone".
"Se la Regione Piemonte non è in grado di tutelare profili professionali così alti e specializzati, spingendoli inevitabilmente all'estero, come può pensare di offrire una prospettiva occupazionale all'intera Regione? - proseguono gli esponenti del Movimento Cinque Stelle - Da parte nostra continueremo a tenere alta l'attenzione su questa vicenda in Regione Piemonte ed in Parlamento".
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