A Torino movida quasi dimezzata nell’estate 2020, rispetto all’anno scorso: dopo la fine del lockdown il popolo della notte non è tornato a riprendersi i suoi spazi. E’ questo lo scenario tratteggiato da Arpa Piemonte, che ha analizzato l’inquinamento acustico del capoluogo piemontese nelle diverse fasi del Covid 19.
Dalle otto centraline per il rilievo del rumore, di cui tre dedicate alla vita notturna, emerge che durante la chiusura totale si è registrato un calo di circa 15 decibel, con punte fino a 30 nel weekend e nelle zone più critiche di San Salvario, Vanchiglia e piazza Vittorio. All’inizio della fase 2 si era a -9, per arrivare ora ad un calo di 3.5. “Da quest’ultimo dato – spiega Arpa Piemonte - si può dedurre che il numero delle persone mediamente presenti nelle zone di movida sia oggi circa il 45% rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso”.
Un calo su cui pesano diversi fattori, in primis la mancanza quasi totale degli universitari del Campus Einaudi e del Politecnico di Torino, ritornati in massa a casa e con sessioni di esame via web.
L’ente ha poi analizzato anche il rumore del traffico. A Torino, durante la fase di lockdown completo (dal 23 marzo al 3 maggio), si è registrata una diminuzione del 70-75% dei mezzi in strada (- 5/6 decibel). Dal 4 maggio, con la ripresa graduale delle fabbriche e negozi, il calo del traffico era del 30-35%. Con la ripresa degli spostamenti tra regioni, dal 3 giugno, la situazione è ritornata alla normalità.
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