Si è concluso con la suggestiva performance “Un violador en tu camino” (Uno stupratore sulla tua strada, ndr), in solidarietà al collettivo cileno Las Tesis, il flash mob organizzato questo pomeriggio in Piazza Castello dal movimento femminista Non una di meno.
Il presidio aveva l'obiettivo di alzare l'attenzione sulla condizione femminile, aggravatasi durante il lockdown: “Con la pandemia - ha sottolineato l'attivista Elena Garelli – i dati sulla violenza di genere hanno avuto un picco. La difficoltà nel denunciare, restando chiuse in casa, non ha fatto altro che esasperare le cose”.
<script type="text/javascript"src="//services.brid.tv/player/build/brid.min.js"></script><divid="Brid_7362" class="brid" style="width:16;height:9;" >
<script type="text/javascript"> $bp("Brid_7362",{"id":"21489","width":"16","height":"9","video":"591832"}); </script>
Un altro dei punti fondamentali è legato al sovraccarico di responsabilità: “Oltre agli impegni lavorativi – ha aggiunto Garelli – portati avanti con difficoltà, i licenziamenti e la cassa integrazione, le donne hanno dovuto subire il peso di lavori domestici raddoppiati. A questo si è aggiunto l'impegno nell'educazione dei figli a casa da scuola”.
La parola che riecheggia nella piazza, rappresentativa dell'essenza stessa (e delle magliette) di Non una di meno, è lotta: “Con questo flash mob – ha concluso - urliamo e ribadiamo di accettare la ripartenza, ma non al prezzo dello sfruttamento nei confronti delle donne; restando vicine possiamo superare questi momenti, contro l'oppressione di un lavoro sessualmente diviso”.
Commenti