Il Nazionale

Politica | 15 maggio 2020, 11:43

L'ira dei commercianti a poche ore dalla ripartenza: "Non conosciamo ancora le regole: è una grande mancanza di rispetto per il settore"

Coppa (Ascom Confcommercio): "Tanti stanno già pulendo e riorganizzando, ma ci sono solo incertezze. E poi pretendiamo sburocratizzazione e detassazione".

L'ira dei commercianti a poche ore dalla ripartenza: "Non conosciamo ancora le regole: è una grande mancanza di rispetto per il settore"

"Siamo alla vigilia della riapertura dei pubblici esercizi, per il Piemonte così come per Torino. Noi siamo preoccupati perché ci pare un'assurdità - mentre i negozi si preparano, puliscono e festeggiano il ritorno alla vita - non avere certezze sul come si dovrà fare a riaprire e secondo quali parametri". La presidente di Ascom Confcommercio, Maria Luisa Coppa, accompagna un conto alla rovescia che dura ormai da settimane con una crescente sensazione di disagio. 

Tutti i commercianti, infatti, portano sulla propria pelle profonde cicatrici legate all'emergenza Coronavirus. E molte delle ferite sono ancora aperte. "Non bastassero le incognite economiche - prosegue Coppa - se ne aggiungono altre legate alle regole: è un comportamento davvero poco educato e poco rispettoso. Siamo stati chiusi per mesi, c'è stato tutto il tempo per decidere senza ridursi all'ultimo momento. E se le regole dovessero essere quelle che si sentono anticipare in giro, ci saranno attività che non potranno più riaprire, soprattutto ristoranti ed esercizi di questo genere".

Ma l'ira della presidente dei commercianti torinesi va anche oltre le regole: dal fisco alle lungaggini burocratiche. "Se non si potrà mettere mano a un processo di sburocratizzazione, dopo tutto ciò che ci ha bloccato in questi mesi e di detassazione, non solo per il 2020 ma per sempre, vuol dire che la politica non è più interessata alle nostre imprese. Le imprese non ce la faranno più, con il 60% di tassazione, soprattutto dopo un momento come questo legato al Covid".

redazione

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