Sono ore febbrili per i commercianti torinesi: basta fare un giro in centro, tra i negozi delle principali vie dello shopping, per capire come si respiri un’aria diversa, a metà tra la spasmodica attesa e la preoccupazione.
Le voci di corridoio si susseguono, ma le ufficialità stentano ad arrivare. I commercianti, quasi tutti armati di prodotti igienizzanti, stracci e spruzzini, tirano a lucido i loro punti vendita rimasti tristemente spogli per due mesi. In attesa degli annunci ufficiali di Governo e Regione, aspettando protocolli sanitari da seguire con indicazioni precise, a vincere tra gli esercenti è la pratica del “fai da te”. In sostanza ognuno pulisce come può, con tutte le differenze del caso: c’è chi preferisce affidarsi alla manodopera interna, chi a una ditta specializzata. L’obiettivo, di fatto, è comune: farsi trovare pronti quando verrà dato il via libera ufficiale.
L'assessore regionale all'Ambiente Matteo Marnati, questa mattina, ha spazzato via qualche dubbio: "Abbiamo deciso le date delle riaperture: lunedì 18 maggio tutti i negozi e gli estetisti, martedì 19 maggio i parrucchieri, mentre lunedì 25 maggio bar e ristoranti". Quel che si nota a occhio nudo è la voglia di ricominciare. Fuori dagli esercizi commerciali erano settimane che non si vedeva un via vai del genere, tra corrieri, pacchi e vetrine in allestimento. Rimane però il quadro confusionale, che solo l’entusiasmo per la riapertura pare in grado di mitigare.
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I dubbi, come avevamo raccontato, sono sollevati da chi rappresenta la categoria come Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio: “Noi siamo preoccupati perché ci pare un'assurdità - mentre i negozi si preparano, puliscono e festeggiano il ritorno alla vita, non avere certezze sul come si dovrà fare a riaprire e secondo quali parametri”. "Non bastassero le incognite economiche - prosegue Coppa - se ne aggiungono altre legate alle regole: è un comportamento davvero poco educato e poco rispettoso. Siamo stati chiusi per mesi, c'è stato tutto il tempo per decidere senza ridursi all'ultimo momento. E se le regole dovessero essere quelle che si sentono anticipare in giro, ci saranno attività che non potranno più riaprire, soprattutto ristoranti ed esercizi di questo genere".
Chi negli scorsi giorni aveva invitato alla prudenza era invece Fulvio Griffa, presidente Fiepet-Confesercenti Torino: "Per quanto riguarda la sanificazione suggerisco di aspettare i protocolli, perché alcune cose potrebbero esser fatte in modo non corretto. La stessa cosa vale per la corsa al plexiglas: è un materiale costoso, non sempre indispensabile".
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