L’amministrazione comunale di Finale Ligure e la direzione della società Finale Ambiente, ditta che detiene la gestione dei servizi nel porto della marina di Capo San Donato, tornano sulla criminosa vicenda verificatasi nei giorni scorsi, quando alcuni dirigenti della stessa società feriti con armi da taglio da un dipendente che ha poi dato alle fiamme gli uffici. E lo fanno attraverso un comunicato congiunto.
“Come già sottolineato, questa non può che essere definita un'azione criminale, da condannare senza giustificazioni né attenuanti - si legge nella nota -. Il primo pensiero va ai dipendenti rimasti vittima di questo attacco efferato, e alle loro famiglie che hanno vissuto momenti di tensione e preoccupazione. Per fortuna tutti e cinque i coinvolti stanno bene, nonostante le ferite da arma da taglio riportate e le intossicazioni da fumo dell’incendio".
Proseguono quindi i due enti: "Ci riteniamo parte lesa, e per questo intenzionati a perseguire vie legali per tutelare la Società ed i suoi lavoratori. Di certo da parte nostra la massima tutela dei diritti, ma anche un doveroso perseguimento dei doveri che come servizio pubblico siamo tenuti ad osservare. Ognuno di noi. Nessuno escluso, dai vertici aziendali all’intera struttura organizzativa e dipendente".
"Affinché questa importante azienda del territorio funzioni , e lo continui a fare con efficienza ed efficacia, occorre l’impegno di tutti ed un rispetto di norme e regole ancora più necessario trattandosi di un’Azienda Pubblica al servizio della Città, che quindi deve essere esempio costruttivo per tutta la Comunità" si legge in conclusione nella nota.
Intanto nella mattinata di oggi il 52enne colpevole della vicenda è stato ascoltato dal gip Fiorenza Giorgi, dopo aver trascorso presso il carcere di Sanremo le ore successive all'arresto. Nelle prossime ore sono attese novità sui capi d'imputazione dei quali dovrà rispondere.
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