Nell’arco di una settimana, la Polizia Penitenziaria in servizio al carcere di Asti si è resa protagonista di due brillanti operazioni di servizio. Giovedì scorso, ha rinvenuto nella cella occupata da un detenuto sottoposto al regime “Alta Sicurezza” ergastolano fine pena mai di origini napoletane un micro telefono cellulare perfettamente funzionante completo di carta sim.
Nei giorni precedenti è stato bloccato un pacco destinato ad un detenuto che conteneva 2 micro cellulari, artificiosamente nascosti, e di difficilissimo rinvenimento. Eccezionale, professionale e tempestivo si è rivelato l’intervento del personale di servizio.
“L’OSAPP da tempo denuncia violente aggressioni, offese, sputi perpetrati ai danni del personale di Polizia Penitenziaria ed invece nei scorsi giorni, solo grazie alla prontezza del medesimo personale si è evitato che la Casa Reclusione di Asti divenisse un centro telefonico pubblico, chiaramente “illecito”: L’esiguo personale di Polizia Penitenziaria di Asti opera in condizioni estreme per la gravissima e nota carenza di organico e nonostante ciò, i pochi agenti presenti hanno portato a termine, con spirito di abnegazione e senso del dovere il proprio lavoro. Speriamo che il Ministro Bonafede e il Capo del D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) sappiano riconoscere a tutto il personale di Polizia Penitenziaria intervenuto la giusta ricompensa per aver evitato con il loro intervento il prosieguo dei contatti “illeciti” con la criminalità esterna. Da parte dell’ OSAPP le più vive congratulazioni ai poliziotti intervenuti, eroi, silenti nel quotidiano per le brillanti operazioni di cui si sono resi protagonisti", dichiara Leo Beneduci, Segretario Generale O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria).
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