La Corte di Appello di Torino ha dato ragione alla Guardia di finanza e ha confermato la confisca di beni e valori per oltre due milioni di euro ai danni dell’imprenditore pinerolese Paolo Jahier, commerciante di auto.
I finanzieri del Gruppo di Orbassano avevano confiscato di tutto: un’abitazione di lusso nel centro cittadino di Pinerolo, diversi locali commerciali anch’essi in pieno centro, 3 conti correnti di cui uno all’estero, quote societarie e capitale sociale di 2 società di cui una all’estero, una cassetta di sicurezza, 54 autovetture di grossa cilindrata e 3 orologi Rolex.
L’operazione di fine luglio 2019 è il culmine di un’indagine in cui i finanzieri, coordinati dal procuratore aggiunto Cesare Parodi, hanno dimostrato una sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita. La Corte d’Appello ha respinto anche il ricorso sulla sorveglianza speciale e condannato Jahier a pagare le spese processuali. Nel frattempo il novero dei reati a lui attribuiti è cresciuto: di recente ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per i reati di auto-riciclaggio, sfruttamento della prostituzione e usura, con prestiti a strozzo con tassi dal 130 al 430% mensili.
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