Parte dal Lingotto la volata per le elezioni comunali del 2021 e a lanciarla è Matteo Salvini. Il leader della Lega, in una sala dei Cinquecento strapiena, con molte persone rimaste fuori dal Lingotto a causa della capienza limitata, ha rivolto diversi messaggi agli avversari politici.
Da Conte a Renzi, passando per Di Maio, Salvini si ha riservato un pensiero proprio a Torino: "Stiamo lavorando per le elezioni, coinvolgendo la città civile. Lo dirò agli alleati, bisogna lasciare da parte gli interessi di partito e coinvolgere persone nuove come imprenditori, medici, studenti, operai. Non necessariamente il candidato sindaco dovrà avere una tessera di partito o essere un amministratore, culturalmente però dovrà essere di centro destra". "Diverse persone - ha confidato il leader leghista - mi hanno dato la loro disponibilità, non c’è un solo nome".
Salvini, che come ministro aveva più volte collaborato con la sindaca Appendino, ha bocciato l’operato della prima cittadina pentastellata: "Con Appendino da ministro ho lavorato bene, come con in occasione dello sgombero del Moi, che è stato fatto di comune accordo. Con il 'no tav', il 'no ai fuochi artificiali', il 'no olimpiadi', con i no si spegne una città. Torino ha bisogno di tornare a correre".
Inevitabili poi i riferimenti alla recente decisione del parlamento di procedere con il processo all’ex ministro dell’Interno: "Sto ricevendo una marea di affetto, mi dà una grande forza. Spiegare a una bimba di 7 anni che il papà non verrà arrestato domani è stato complicato. Non sono mai stato così orgoglioso, tranquillo e determinato nel tornare al Governo per rifare quello che abbiamo fatto: difendere i confini, la sicurezza, il passato, presente e futuro del mio paese".
Salvini, che ha liquidato le sardine torinesi con un "non mi interessa quello che fanno", si è concentrato sulle dinamiche di Governo: "Conte insulta Renzi, Renzi insulta Bonafede, Zingaretti insulta Renzi e Di Maio è scomparso: è un Governo litigioso e inconcludente, prima va a casa e meglio è". "E’ tutto fermo: da Alitalia all’Ilva, passando per lo sviluppo e l’autonomia, è tutto fermo. Sulla giustizia siamo nel pantano. Noi lavoriamo per un centrodestra unito, compatto, concreto e allargato", ha poi concluso il leader leghista, prima di concedersi alla platea.
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