C'era - idealmente - anche Liliana Segre questa mattina, a Torino, per la posa di sei nuovo pietre d'inciampo in memoria delle vittime della Shoah.
La senatrice, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, era partita da Milano Centrale, il 30 gennaio 1944, con lo stesso treno su cui viaggiavano i coniugi Alessandro Colombo e Wanda Foà (la figlia Elena sarebbe stata deportata poco dopo), cui sono state dedicate le nuove installazioni dell'artista tedesco Gunter Demnig.
"Eravamo una lunga fila di gente muta e attonita, quella mattina - ha ricordato Segre nel messaggio letto dal presidente della Comunità Ebraica torinese Dario Disegni - Arrivati alla stazione, ci rinchiusero a pugni e calci in un carro merci. Avevamo solo un secchio per gli escrementi e un po' di paglia per terra. Dopo tanti pianti, scese un gran silenzio su tutti noi condannati. All'alba del 6 febbraio 1944 il treno si fermò. Eravamo ad Auschwitz".
"Separarono gli uomini dalle donne, e io lasciai per sempre la mano del mio papà. Wanda era su quel convoglio, ma venne subito mandata nelle camere a gas. Questa pietra è una lapide ideale affinché vi inciampino gli sguardi dei passanti, e possano riflettere". Poi Segre ha concluso citando il Talmud: "Si muore veramente solo quando il proprio nome viene dimenticato. La memoria è il più potente antidoto contro la barbarie".
Per il sesto anno consecutivo, il progetto delle pietre d'inciampo ha visto la collaborazione del Polo del '900, l'Associazione nazionale ex deportati, la Comunità Ebraica e il Goethe Institut.
"Una vera riscrittura del territorio urbano - ha commentato il presidente del Museo della Resistenza Roberto Mastroianni - per costruire una sorta di memoriale diffuso nella città. Ci piacerebbe fosse il preludio a un ampliamento su scala regionale".
"Fare memoria è un lavoro costante e continuo - ha aggiunta l'assessora comunale alla cultura Francesca Leon - grazie alle persone che condividono loro storie delle vittime del nazifascismo, permettendoci di conoscerle e diventarne testimoni. Ringrazio le scuole che hanno partecipato al progetto".
"Ai ragazzi dico: fate in modo che la pietra faccia parte del vostro quotidiano. E ricordiamoci che la storia è importante per la nostra vita di oggi e per il futuro".
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